N. 458

DIPINTO DI RAFFAELLO E GIULIO DE' MEDICI

PITTORE ITALIANO, XIX SECOLO

RAFFAELLO MOSTRA IL BOZZETTO DELLA TRASFIGURAZIONE AL CARDINALE GIULIO DE' MEDICI, PRESSO IL SUO ATELIER
Olio su tela, cm. 102 x 136
Non firmato

PROVENIENZA
Illustre collezione privata romana

Tra il secondo e terzo decennio dell'Ottocento, tra Roma e Milano, inizia a diffondersi un profondo interesse per le grandi figure artistiche del Rinascimento. La vicenda biografica di Raffaello diviene oggetto di studio e ispirazione per molti artisti e scuole pittoriche. L'Accademia di Belle Arti di Brera, al Concorso di pittura di I classe del 1819 indice il tema 'Raffaello Sanzio da Urbino presentato da Bramante al Pontefice Giulio II' che, non avendo avuto vincitori, viene nuovamente richiesto per il premio del 1824 ed eseguito qualche anno più tardi da Horace Vernet nel 1827 e da Johannes Riepenhausen nel 1834. Nel 1824, Agostino Comerio presenta un quadro raffigurante 'Raffaello che moribondo è circondato da' suoi scolari e da' personaggi più celebri del suo tempo sta dettando la sua ultima volontà  (...)'. Nel 1823, vengono proposti diversi dipinti raffiguranti Raffaello e la Fornarina, soggetto che riscuoterà  molto successo e verrà  elaborato in diverse versioni, tra le quali quella di Giuseppe Sogni del 1826 e quella di Felice Schiavoni del 1834. Nel 1837, anche Francesco Podesti si cimenta nel soggetto con Lo studio di Raffaello che riceve la visita di Sigismondo de' Conti, segretario e cameriere segreto di Giulio II, committente dell'opera che Raffaello sta dipingendo, La Madonna di Foligno. Questa realizzata nel 1511 fu destinata all'altare maggiore della chiesa di S. Maria all'Aracoeli.

Il presente dipinto, eseguito da un pittore di area centrosettentrionale mediante uno stile raffinato e accurato e con una interessante impostazione compositiva, è anch'esso ambientato nello studio dell'artista. Al centro è raffigurato Raffaello stante davanti all'assiso cardinale Giulio De' Medici, cugino di Leone X e futuro papa Clemente VII, mentre gli mostra il bozzetto a matita della Trasfigurazione, che fu commissionata dal Cardinale nel 1516 e terminata da Raffaello nell'anno della sua morte, nel 1520. Lo stesso Raffaello aveva ritratto il cardinale Giulio de' Medici accanto a suo cugino Leone X nel 1518, nell'intento di designarne la successione al soglio pontificio, mentre in questa opera è raffigurato con la lunga barba che assumerà  solo dopo il 1527, secondo l'iconografia del ritratto eseguito da Sebastiano del Piombo nel 1531. Questo dipinto rievoca dunque il momento in cui Raffaello mostra il progetto dell'opera all'attento cardinale, nel 1516, mentre è circondato da inservienti e affiancato dal suo allievo Giulio Romano, verosimilmente identificabile nella figura che riordina la cartella dei progetti sulla sinistra.

Alle spalle di Raffaello è riconoscibile la tavola della Madonna di Foligno, che l'artista avrebbe eseguito cinque anni prima, la cui citazione trova un confronto diretto con l'opera di Minardi. Sia la Madonna di Foligno che la Trasfigurazione entrarono a far parte della Pinacoteca Vaticana nel 1816, dopo essere stati restituiti dalla Francia a seguito delle razzie napoleoniche legittimate dal Trattato di Tolentino, e dunque divenute note alla cronaca dell'epoca. L'ambiente dello studio è semplice ma curato nei dettagli. Il prezioso tappeto a fondo verde e rosso, su cui è posta la poltrona del Cardinale e che ricopre gran parte del pavimento, pone l'opera in diretto confronto con la tela del Sogni. Una scultura classica raffigurante Eracle è posta sulla destra accanto alla porta aperta attraverso cui si intravede il colloquio tra un pittore e una modella, mentre sulla cassa con applicazioni bronzee in basso a sinistra è poggiata una interessante coppia di vasetti di polvere rosso cinabro e blu lapislazzulo, i due colori prevalenti nell'equilibrio cromatico delle Madonne raffaellesche

CORNICE
Cornice in legno dorato, del XIX secolo
€ 5.000 / 7.000
Stima
€ 4.000
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