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GIACOMO BALLA
(Torino 1871 - Roma 1958)

Futur - camera con lampada, 1920 ca
Mobile in abete dipinto in giallo e arancio con bordi in verde, in quattro elementi con corpo centrale a due sportelli e lampadario ad incastro superiore
Misure singolo pannello cm. 87 x 200, cubo centrale 87 x 100 x 100, lume cm. 100 x 87

PROVENIENZA
Conte Filippo Lovatelli, Argiano, anni '20
L. Franchetti Gaetano Lovatelli, Argiano, 2000
Collezione privata romana

ESPOSIZIONI
Sole Futurista, Galleria Pulcherrima, Roma
21 Aprile-31 Maggio, 2018

La luce per Balla è sempre stata il punto di partenza come il punto d'arrivo della sua arte. Nel 1912 con le Compenetrazioni iridescenti è la luce nella sua scomposizione a diventare il soggetto della sua analisi pittorica e prima ancora la luce del sole che filtrava tra le foglie dell'eucaliptus a Villa Borghese, Maurizio Fagiolo parlerà di luce divina. Anche quando rivolge la sua arte pittorica - come in questo caso - alla Ricostruzione futurista, Balla torna alla luce di quella natura sempre da lui amata. Ora è in una tenuta di campagna, assolata, e vuole ricreare l'ambiente luminoso all'interno di una stanza da letto. Due gialli pannelli si dipartono da un cubo centrale (sempre giallo) dove spunta un fiore futurista attrezzato a lampada. Non a caso si legge in un suo appunto di inizio secolo: 'Mi alimento della purezza buonissima della natura'.
La Futur-camera viene realizzata da Giacomo Balla mentre è ospite dal Conte Lovatelli nella sua tenuta di Argiano, in Toscana, durante gli anni Venti. Il rapporto con i Lovatelli ci è testimoniato già dal 1918 quando Balla dipinge Conversazione in Casa Lovatelli (meglio conosciuta come Iniezioni di Futurismo, già collezione Winston Malbin, New York) dove 'il futurismo entrava come elemento dinamico ambientale compenetrando linee di forza ispirate a sensazioni e dalle azioni dei personaggi rappresentati quali parvenze nella composizione del soggetto' (E. Balla, Con Balla, Milano 1986, p. 6).
Infatti, sulla scia della Ricostruzione futurista dell'universo del 1915 dove Balla scrive che 'noi futuristi vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente' si dedica all'arredamento. A tale proposito ricordo il locale notturno Bal Tik Tak e la Sala Futurista di Bragaglia. Ricorda lo stesso Balla che 'come un buono operaio si metteva al lavoro e quelle mani delicate, abilissime, che avrebbero potuto con quattro pennellate eseguire un'opera passatista ricavandone migliaia di lire, preferivano impiastricciare colla, segare legni, tagliar carta e cartoni per ricostruire lampade, paralumi, paraventi, giocattoli e venderli l'indomani a poche lire'. Nel 1922 il fratello Benedetta Marinetti, Alberto, scrive che 'Balla ci ha dato e ci da' modelli originalissimi e geniali di nuove lampade, sedie, tavoli, scialli, cuscini; quanto insomma serve per l'arredamento della casa e della persona (in 'Rassegna dell'Arte e del Lavoro', 25 marzo 1922)
Elena Gigli
Roma, 14 dicembre 2005

Autentica su foto della Dott.ssa Elena Gigli

€ 40000-50000